Come scegliere un biotrituratore in base ai diversi sistemi di taglio

Gestire uno spazio verde sia che si tratti di un’operazione all’interno di una azienda agricola o all’interno di un giardino privato, l’intervento di un biotrituratore diventa importante se non addirittura essenziale. Le ragioni stanno nel fatto che con questa macchina è piuttosto semplice intervenire nel taglio del verde, come piante, rami, arbusti, siepi e qualsiasi tipo di elemento verde da eliminare, ma serve anche per gestire il risultato finale di questa operazione. Non va confuso con il cippatore perché non danno lo stesso risultato finale; il cippatore realizza tagli di forma indefinita di legname che può essere usato come combustibili e anche nell’edilizia al contrario del biotrituratore che realizza un prodotto finale finissimo da aggiungere per esempio alla terra per la concimazione.

Per scegliere un buon trituratore, l’elemento chiave è il sistema di taglio ma quali sono questi sistemi e come usarli?

I sistemi di taglio sono a lame, a rullo o a turbina e la scelta è determinata dalle dimensioni dello spazio verde su cui intervenire e dal tipo di legname e fogliame da trattare, elementi che determinano la quantità di materiale residuo prodotto.
Il sistema a rullo in genere viene usato da giardinieri professionisti. Il rullo è una ruota con dentini che macina producendo piccoli pezzi. E’ in genere definito cippatore per le dimensioni del prodotto finale e raramente biotrituratore a rullo.
Il sistema a lame è meno rumoroso e il più diffuso. Sono utili nella produzione di scarti da arbusti e tronchi piccoli anche perché il modello a lame è adatto a rami e tronchi sottili e siepi. Anche il macchinario è quindi di dimensioni più ridotte e facile e maneggevole da muovere.
Potremmo affermare che il sistema a lame è adatto agli appassionati di giardinaggio senza particolari necessità di tipo professionale; è quindi pensato per un uso principalmente domestico.